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Non solo ghiaccio: 5 cose da fare ad Harbin oltre al Festival

by Flavia Sanges
La Cattedrale di Santa Sofia, icona della città di Harbin

Harbin è nota per il suo Festival del Ghiaccio e della Neve, un evento che vale sicuramente la pena di vedere una volta nella vita. Un weekend è sufficiente per visitare le diverse sedi espositive del Festival e godere di quanto la città ha da offrire. 

Noi ci siamo stati dal venerdì al lunedì ed abbiamo potuto curiosare per il centro di Harbin ed i suoi dintorni e, oltre il ghiaccio c’è di più. Per chi visita la città al di fuori del periodo del Festival o per chi ama esplorare fuori dai luoghi più noti, ecco i nostri consigli su cosa fare e vedere ad Harbin.

1. Passeggiare per le vie del centro di Harbin

Harbin è lo scalo principale lungo la ferrovia Transmanciuriana, che collega Pechino con Chita nella Siberia orientale, dove la linea si unisce alla Transiberiana fino a Mosca.

I russi arrivarono per la prima volta ad Harbin proprio per la costruzione della ferrovia, mentre una seconda ondata migratoria ci fu durante la rivoluzione. In fuga dai bolscevichi, i russi portarono ad Harbin i sapori e l’architettura della loro patria.

Zhōngyāngdàjiē è la via principale di Harbin e la più lunga strada pedonale di tutta l’Asia. Fiancheggiata da edifici in stile russo dei primi del ‘900, non ti sembrerà più di essere in Cina ma in una città nord- europea. Entra nei negozietti pieni di articoli russi. Potrai trovare vodka, cioccolata, caviale e matrioske da portarti a casa come souvenir.

Noi come souvenir ci siamo portati a casa le salsicce di Harbin😜

2. Visitare la Chiesa di Santa Sofia

Tra gli edifici in stile russo merita una visita la chiesa di Santa Sofia, la più grande chiesa Ortodossa fuori dalla Russia.  Con i suoi mattoni scuri e le cupole verdi, la chiesa è oggi l’icona di Harbin. Venne costruita nel 1907. Il legno originario fu poi sostituito dai mattoni rossi intorno al 1932, quando fu rinnovata ed ingrandita. In funzione come chiesa fino al 1950, ospita attualmente una mostra fotografica sulla città di Harbin. Si trova nel distretto di Dali ed è aperta dalle 8:30 alle 17 con 20 RMB di biglietto d’ingresso. 

La Cattedrale di Santa Sofia nel centro di Harbin

3. Assaggiare la cucina locale

L’influenza russa non si limita all’architettura, ma si riflette anche nel cibo, che presenta contaminazioni russe, mongole e coreane. Potrai trovare in centro tanti ristorantini russi. Il più carino è senz’altro il famoso Cafe Russia 1914. Si mangia davvero bene, ma è sempre affollato. Alla seconda sera consecutiva in cui non abbiamo trovato posto abbiamo deciso di prenotare. Vale sicuramente la pena per il cibo (eccezionali i pirozhki, ravioli fritti ripieni)  e per l’atmosfera, ma il servizio è davvero lento. E’uno dei pochi locali, forse l’unico, aperto fino a tardi.

Il Cafè Russia 1914, in centro ad Harbin

📍Cafe Russia 1914 57 Xitou Dao Jie, Harbin 哈尔滨市西头道街57号

Ad Harbin si pranza e si cena davvero presto. La prima sera abbiamo avuto difficoltà a trovare un posto dove mangiare, ed erano solo le 21. Abbiamo seriamente rischiato di mangiare da Mc Donald!

Devi assolutamente mangiare almeno una volta da DongFang, il re dei ravioli. Ne ha davvero di tutti i tipi, e tutti buonissimi. Vai prestissimo, alle 21 è già chiuso!

📍Oriental Dumplings King (东方饺子王; Dōngfāngjiǎoziwáng) 38 Zhongyang Dajie (道里区中央大街39号).

4. Farsi tentare dallo street food di Harbin

Fermati nei chioschetti per strada per assaggiare lo street food locale. L’unica difficoltà sarà doverti togliere i guanti per qualche minuto! Devi provare assolutamente la Hāěrbīnhóngcháng, la salsiccia rossa di Harbin. E’ una salsiccia affumicata infilata in uno stecco che viene passato in un misto di aglio e spezie: deliziosa, ma non dimenticare di chiederla “bu là” se non la vuoi piccante!

Flavia e la salsiccia di Harbin

Ovunque vedrai persone intente a mangiare i celebri bīngtánghúlu, spiedini di frutta caramellati, croccanti fuori e morbidi dentro. Li trovi fatti con fragole, banane, arance, kiwi, pomodorini (eh sì, il pomodoro è un frutto) ma i più famosi sono quelli fatti con le bacche del biancospino (in cinese shanzha 山楂), queste bacche sono di colore rosso, simili a delle piccole mele e dal caratteristico sapore aspro e pungente, che però si lega benissimo alla dolcezza del caramello.

I famosi bīngtánghúlu, spiedini di frutta caramellati

E cosa c’è di meglio di un gelato a -20 gradi? Lo ammetto, ero scettica, ma le file chilometriche davanti ai chioschi con i gelati mi hanno tentato. Il gelato di Harbin è su stecco ed è cremosissimo. Noi l’abbiamo provato a vaniglia, ma c’era anche al durian. Non si scioglie, dovrai finirlo a morsi!

Il gelato di Harbin

5. Indignarsi presso la Unit 731

Se ti resta un pò di tempo tra sculture di ghiaccio e street food in centro, ti consigliamo un’escursione nei dintorni di Harbin. Ti avvisiamo, non è un luogo allegro. A circa un’ora dal centro di Harbin (ti consigliamo di andarci in taxi), l’Unità 731 è il luogo in cui sono stati perpetrati, tra il 1936 ed il 1945, atroci esperimenti sulla popolazione cinese da parte dei giapponesi.

E’ una storia terribile e poco nota, ma il museo è davvero interessante e toccante, con buoni pannelli e didascalie in inglese e anche la possibilità di audioguida in inglese (una rarità in Cina).

Uno degli edifici dell’Unità 731

Si tratta di un’unità segreta di ricerca e sviluppo di armi chimico-biologiche, nata durante gli anni dell’occupazione giapponese. Inizialmente chiamata Divisione per la Prevenzione Epidemica e Rifornimento idrico, si occupava in realtà di creazione, sperimentazione e conservazione di armi batteriologiche. Furono effettuati esperimenti letali sugli esseri umani, sia prigionieri di guerra che comuni cittadini cinesi, per testare gli effetti di malattie, virus e infezioni, con l’obiettivo di verificare il loro possibile utilizzo come armi in guerra. Il numero effettivo delle vittime è ancora dibattuto: nessuno è uscito vivo dall’Unità. 

Era previsto anche un attacco contro gli Stati Uniti con le armi biologiche: cinque sottomarini si sarebbero dovuti dirigere fino alle coste della California, ognuno portando tre velivoli carichi di topi e pulci infette, che sarebbero stati liberati nella baia di San Diego. La missione era stata fissata per il 22 settembre del 1945, ma non fu mai portata a termine per la resa del Giappone del 15 agosto.

L’8 agosto del 1945, il giorno del bombardamento di Hiroshima, l’Unione Sovietica iniziò il suo attacco contro il Giappone, inviando milizie nel nord-est della Cina. Prima di abbandonare il luogo, i giapponesi distrussero la maggior parte delle prove, eliminarono tutti i prigionieri e rilasciarono i topi e le pulci infette da peste nell’area circostante, causando un’epidemia che imperversò per più di tre mesi diffondendosi nel nord est della Cina. Dal 1946 al 1948, almeno 30.000 persone morirono.

L’edificio principale dell’Unità 731

La maggior parte dei ricercatori coinvolti nelle attività dell’Unità 731 ricevettero l’immunità dagli Stati Uniti, in cambio di tutti i dossier con i risultati scientifici della sperimentazione umana, che gli americani avrebbero potuto riutilizzare nella realizzazione di un proprio programma di armamento biologico.

Solo dodici tra soldati e medici giapponesi sono stati processati alla fine del 1949 nel Processo di Chabarovsk. I principali responsabili non sono mai stati sottoposti a giudizio.

📍Unit 731  25 Xinjiang Dajie, Harbin, China

Conoscevi questa storia terribile? Di quanto orrore è capace l’uomo a volte?

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Questi i nostri suggerimenti su cosa fare e vedere ad Harbin oltre al Festival. Se invece sei interessato alle sculture e agli edifici di ghiaccio e neve più grandi al mondo, dài un’occhiata qui per l’itinerario ed i consigli sulle diverse location del Festival.

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