Home » Le origini del Caffè tra mito e realtà

Le origini del Caffè tra mito e realtà

by Flavia Sanges
Storia del caffè

Le origini del caffè sono avvolte dal mito. Etiopia e Yemen si contendono da sempre le origini storiche della bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua.

1.Le leggende sull’origine del Caffè

Secondo la leggenda, il caffè viene scoperto per la prima volta in Etiopia, grazie ad un pastore di nome Kaldi che era solito portare le sue capre a pascolare in montagna. Una sera si rese conto che le sue capre erano insolitamente vivaci dopo aver mangiato gli strani frutti di un cespuglio e decise di assaggiarli, sperimentando gli stessi effetti su di sé. La notizia di questo frutto misterioso dalle proprietà prodigiose giunse fino frutto al monastero di Chehodet, nello Yemen. Ma un monaco del luogo, ritenendola opera del Diavolo, gettò nel fuoco le bacche rosse, che sprigionarono nella vallata un’aroma unico e incredibile. Incuriosito, un monaco raccolse i chicchi bruciacchiati, li frantumò e li pose in un recipiente colmo d’acqua calda: era la prima tazzina di caffè della Storia!

Il pastore Kaldi e le sue capre scoprono le proprietà del caffè

Un altro mito riguarda invece Maometto che, colto da una incontrollabile e improvvisa sonnolenza, viene soccorso dall’Arcangelo Gabriele, che gli porta una pozione nera, che nella leggenda viene chiamata qahwa, inviatagli direttamente da Allah. Maometto la beve, si rianima e riparte.

Maometto e l’Arcangelo Gabriele

Leggende a parte, c’è un comune accordo nel ritenere che Etiopia, Yemen ed Islam abbiamo avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del caffè.

L’albero di Coffea è originario dell’antica provincia di Kaffa, nel sud-ovest dell’Etiopia.  E’ in quest’area, tra i 900 e i 2000 metri, che il caffè trova la sua origine. Già 2000 anni fa la tribù nomade degli Oromo, che viveva nel regno di Kaffa, era solita consumare foglie e frutti del caffè essiccati, macinati ed impastati con burro salato e spezie, che poi masticavano o succhiavano durante i loro spostamenti. 

2.Il ruolo dell’Islam nella diffusione del Caffè

Lo Yemen, che i Romani chiamavano Arabia Felix, ebbe relazioni commerciali lunghe ed intense con l’Impero di Etiopia.  Possiamo supporre che la Coffea arabica sia stata portata lì dall’Etiopia e ed esportata in tutto il mondo arabo dal porto di Mokha (città dello Yemen da cui trarrà il nome la Moka, la caffettiera ideata dall’italiano Alfonso Bialetti  nel 1933). 

 Ali Ibn Omar Al-Shadhili, un monaco Sufi che viveva a Mokha, potrebbe essere stato il primo a realizzare il caffè come lo conosciamo noi oggi, o meglio il qahwa, che significa rinvigorente.  Lui ed altri monaci Sufi iniziarono ad usare questa bevanda durante le cerimonie religiose e per restare svegli durante le lunghe preghiere notturne

Monaci Sufi si esibiscono nella danza dei dervisci rotanti

Con i loro viaggi e pellegrinaggi, i monaci Sufi diffusero il caffè in tutto il Nord Africa e Medio Oriente, dal Cairo fino alla Mecca e a Medina, per giungere poi alle grandi città di Damasco, Baghdad e Costantinopoli.

Il grande successo del caffè presso i popoli arabi e la sua diffusione furono dovuti in larga parte al divieto imposto dal Corano di bere alcool, il cui sostituto divenne appunto il caffè, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “vino d’Arabia” o “vino dell’Islam”.

Nel 1517 il caffè arriva a Costantinopoli. Nel corso del XVI secolo, con la conquista dell’Egitto e dello Yemen, i Turchi Ottomani iniziano ad apprezzare e consumare questa bevanda scura, che chiamano kahve, da cui caffè.

Per il porto di Mokha il caffè diventa un bene così importante per i commerci che ne viene proibita l’esportazione della pianta. La vendita di piante e semi di caffè diventa un crimine di alto tradimento e come tale punita.

La storia del caffè diviene da quel momento un’affascinante storia di viaggi, ladri e avventurieri.

Baba Budan

Il primo di questi è Baba Budan, un monaco Sufi proveniente dall’India, che intorno al 1500 si recò alla Mecca. Viaggiando attraverso lo Yemen ebbe modo di assaggiare il caffè e volle portarlo in India, ma era proibito. Era consentita la vendita solo dei chicchi già tostati, nè piante nè frutti potevano essere commerciati. Allora decise di rubarli. Ingoiò sette frutti e ripartì con il suo tesoro. In India da quei frutti crebbero migliaia di piantine. L’India è oggi il sesto paese produttore di caffè e Baba Budan è considerato al pari di un santo!

3.Il ruolo delle colonie nella diffusione del Caffè

3.1 Le Colonie Olandesi

In Europa il caffè arriva intorno al 1615 attraverso la Via delle Spezie,  esportato direttamente da Mokha a Venezia. Ma il monopolio veneziano dei commerci con lo Yemen non andava giù agli Olandesi. 

Uno di questi, Pieter Van Den Broecke, che era stato a Mokha mentre lavorava per la  Compagnia Olandese delle Indie  Orientali, riuscì a rubare una piante  ed a portarle in segreto in Olanda dove fu piantata nell’Orto Botanico di Amsterdam. Questa pianta è la capostipite di tutte le varietà di Coffea arabica coltivate in seguito. Nel 1658 il caffè viene portato nella colonia olandese di Ceylon (attuale Sri-Lanka), poi in Malabar (India) e a Batavia (l’attuale Jacarta, in Indonesia).

Pieter Van Der Broecke ritratto da Frans Hals

In pochi anni Giava diventa il principale produttore e fornitore di caffè in Europa. Per mezzo secolo gli Olandesi dominano incontrastati e ben presto iniziano a proteggere la loro produzione di caffè, vietando la vendita e l’esportazione di piante e frutti. Il predominio olandese verrà intaccato solo a fine secolo dai Francesi. 

3.2 Le Colonie Francesi

Nel 1713 il borgomastro di Amsterdam dona una pianta di caffè a Luigi XIV. Nelle intenzioni si trattava di un regalo per arricchire le serre del re ai Jardin des Plantes a Parigi. Non si aspettava di certo che quel dono sarebbe stato l’inizio di un florido commercio. Gabriel de Clieu, un ufficiale della marina francese, era determinato a portare il caffè nelle Indie Occidentali ritenendo che il territorio ed il clima fossero adatti alla coltivazione e si potesse sottrarre il predominio a Giava. Conosciamo la storia attraverso il suo stesso racconto nei suoi Annèe Litteraire

Gabriel De Clieu mentre divide la sua acqua con la pianta di caffè rubata.

Nel 1723 De Clieu ruba la pianta di caffè con la complicità di una dama di corte e salpa sulla Dromadaire. Dopo due settimane la nave viene attaccata dai pirati vicino alle coste della Tunisia. In prossimità della Martinica la nave viene danneggiata da una tempesta ed il carico viene perduto. La ciurma inizia a razionare la poca acqua potabile e De Clieu divide la sua scarsa razione con la piantina di caffè. Giunti in Martinica, pianta la sua preziosa piantina ed in pochi anni la coltivazione cresce esponenzialmente sostituendo in parte quella del cacao. De Clieu diventa un eroe nazionale e la Francia inizia il suo dominio incontrastato sulla produzione del caffè nel Nuovo Mondo. Incontrastato? 😅 Solo per un pò.

3.3 Le Colonie Portoghesi

Il Brasile, colonia portoghese, era considerato dagli occupanti come territorio ideale per la coltivazione del caffè. Ma i portoghesi non riuscivano a mettere le mani su una pianta. Ogni tentativo era andato fallito. L’opportunità si presentò in occasione di una disputa sui confini coloniali.

I Francesi avevano iniziato a coltivare il caffè non solo in Martinica ma anche ad Haiti, Guadalupe, Santo Domingo e nella Guyana Francese, separata dalla Guyana Olandese dal Rio Oiapoque.  Nel 1727 i francesi e gli olandesi si contendevano un’area del paese e chiamarono a dirimere la questione un’imparziale brasiliano, Francisco de Melo Palheta. L’affascinante colonnello raggiunse Cayenne, la capitale della Guyana francese, per risolvere la questione tra i governatori francese e olandese. Ma l’obiettivo primario era di riuscire a portare una pianta di caffè in Brasile. Ci riuscì seducendo Marie-Claude de Vicq de Pontgibaud, la moglie del governatore francese. Durante la cena di stato data in suo onore per aver risolto con successo la sua missione di pace, la donna consegnò al colonnello brasiliano un bouquet di fiori con nascosta dentro una piantina di caffè. Tornato in Brasile il colonnello la piantò dando origine alla coltivazione di caffè in Brasile, che nel 1840 produceva il 40% del caffè al mondo. 

Piantagione di caffè in Brasile

3.4 Le Colonie Inglesi

Il caffè era ormai diffuso in tutto il mondo, e la produzione quasi interamente sotto il controllo francese, olandese e portoghese. 

Le colonie inglesi invece, tradizionalmente consumatrici di tè, non si prestavano molto alla coltivazione del caffè, con rarissime eccezioni come la Giamaica ed il Kenya.

Nel 1728 il governatore sir Nicholas Lawes ricevette in dono dal governatore della Martinica una pianta di caffè. Da quella pianta ebbe inizio la produzione di uno dei caffè più pregiati al mondo, nel cuore delle Blue Mountains.

Verso la fine dell’Ottocento gli inglesi introdussero la pianta di caffè in Kenya, portando, anzi riportando la cultura e la diffusione del caffè in terra africana, suo luogo d’origine.

E nelle colonie americane? Sempre più oberate dalle tasse da parte della Corona inglese, erano un calderone pronto a scoppiare. Il malcontento era diffuso ed il tè visto come simbolo del giogo inglese.

Il 16 dicembre del 1773 centinaia di coloni vestiti da nativi americani salirono su quattro navi della Compagnia Inglese delle Indie Orientali  ferme nella baia di Boston e gettarono in mare il carico di té. Il Boston Tea Party, come è passato alla storia l’evento, rese il consumo di tè fortemente antipatriottico mentre il caffè assurgeva a simbolo dell’indipendenza nazionale.

Il Boston Tea Party

Il consumo di caffè crebbe ulteriormente nei secoli a venire, con un ulteriore impulso a cavallo tra le due guerre mondiali, facendo degli Stati Uniti il principale consumatore di caffè al mondo

E’ così, secondo modalità talvolta poco ortodosse, che la coltivazione del caffè si diffonde nella fascia compresa tra i due tropici, nota proprio come “coffee bean belt”.

La Coffe Bean Belt, l’area compresa tra Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno, è la più idonea alla coltivazione del caffè

Ma i consumatori di quello che venne considerato l’oro nero, erano principalmente europei, uomini ed aristocratici, che iniziarono circa 400 anni fa a frequentare i primi “Caffè” di Vienna, Londra, Parigi, Venezia e Trieste. Ma questa è un’altra storia e la trovi qui!

Stay tuned! E se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui Social!

Seguici anche su Facebook ed Instagram!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You may also like

Questo sito utilizza cookies per garantire il suo corretto funzionamento. Se vuoi saperne di più e/o negare il consenso a tutti o alcuni cookies, consulta la nostra privacy policy. Se decidi di continuare la navigazione, i cookies verranno considerati come accettati. Accetta Leggi la policy estesa